Che cosa hanno in comune bilancio e ambiente? Devono essere sostenibili, per i nostri figli

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Figli Costituenti

05 Luglio 2019

di Costanza Hermanin per Huffington Post

Il dibattito sulla manovra correttiva al DEF che – grazie a Carola – si è svolto piuttosto in sordina ha avuto la stessa caratteristica di tante discussioni sulle recenti leggi finanziarie: guardare solo al presente.

Lo sforzo dei nostri governanti è teso unicamente a
trovare escamotages per mantenere promesse elettorali, farne di nuove,
“rispettare i vincoli di bilancio dell’Europa”.

Invece, la
discussione dovrebbe focalizzarsi piuttosto sul perché i mercati
finanziari ci tolgono fiducia se non rispettiamo dei principi minimi di
riflettere è che accumulando debito vanifichiamo la possibilità che le
prossime generazioni facciano dell’Italia un Paese più competitivo.

Perché
la loro possibilità di investire, di guadagnare senza essere soggiogati
da un enorme cuneo fiscale, di curarsi e di fare acquisti quando
saranno pensionati, tutto dipende dal tipo di economie e di investimenti
produttivi che facciamo oggi. E questo, investitori e mercati
internazionali lo sanno bene.

Lo sanno, però, anche i giovani e le
associazioni che da questo fine settimana lanciano una nuova proposta
di legge costituzionale e d’iniziativa popolare, che hanno battezzato “Figli Costituenti”.
L’idea è di inserire in Costituzione tre nuovi principi: l’equità tra
generazioni, lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente come
diritto fondamentale.

Sì, perché accanto alle più che legittime
preoccupazioni per il proprio futuro lavorativo ed economico, anche — ma
non solo, grazie a Greta, la sensibilità ambientale è cresciuta
fortemente anche in Italia. E se non ha trovato ancora un risvolto
politico — vedasi la scarsa performance degli ambientalisti
tradizionalisti italiani, l’ha senz’altro trovato nell’associazionismo e
nel civismo e in alcune nuovissime forze politiche d’ispirazione
liberale.

I promotori di “Figli Costituenti” sono un mix tra
queste realtà: si va da +Europa, che ha redatto la proposta, a Volt – il
partito paneuropeo presente in tutti gli stati membri dell’UE che si è
recentemente alle elezioni europee, al Team Köllensberger, nuova forza
politica “alternativa” della minoranza tedesca in Alto Adige.

Tra le associazioni, Tortuga
– think tank di economisti liberali milanesi, Giovani Avvocati e
Giovani Notai, il Movimento europeo e piccole realtà che si incentrano
sulla qualità della pubblica amministrazione, come Passaggi a NordEst e Brainstorm.

L’idea
di associare responsabilità di bilancio e responsabilità ambientale non
è nuova, globalmente. Ma lo è in Italia. A livello internazionale nè
uno dei principi alla base di ciò che si definisce ormai da anni
“sviluppo sostenibile”, un concetto che spesso evochiamo senza pensare
al vero significato di quelle due parole.

Per avere un qualsiasi
tipo di sviluppo ci vuole una prospettiva, e qualsiasi prospettiva
dipende dall’assicurarci la vivibilità dell’ambiente in cui ci muoveremo
e del tessuto economico che circonderà, tra dieci, venti,
cinquant’anni, i nostri figli e nipoti.

L’idea della proposta di legge “Figli Costituenti” è quella di modificare
due articoli della Costituzione per far sì che Governo e Parlamento
siano obbligati, per ogni nuova proposta, a fare una verifica di
sostenibilità ambientale e finanziaria di lungo periodo.

Non solo,
l’aggiunta in costituzione dei tre principi permetterà ai cittadini di
invocarli, per esempio, innanzi alla Corte Costituzionale, nel caso in
cui provvedimenti adottati dai legislatori minino i principi di
sostenibilità. E già ce ne sarebbero da impugnare, a cominciare da
“Quota 100.”

Inutile? Non proprio. Appigli costituzionali di questo tipo sono già stati utilizzati in Olanda, con l’ormai famoso caso Urgenda, e negli Stati Uniti in Juliana vs. US, per delle class action o ricorsi contro atti del Governo considerati nocivi per l’ambiente e la salute dei cittadini.

Anche
da noi, per esempio, casi giudiziari come quelli sollevati su ILVA
potrebbero avere delle basi giuridiche più forti. C’è dunque da alzarsi e
andare a firmare.

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