I ministri del G7 a Metz per discutere della crisi climatica

Maggio 5, 2019

I ministri dell’ambiente dei paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Giappone e Stati Uniti) si sono riuniti domenica nella città francese di Metz per discutere di azioni concrete sul clima e adottare una carta sulla biodiversità. Tutto ciò alla vigilia della pubblicazione di un importante report sullo stato attuale dell’ambiente da parte delle Nazioni Unite.

Hanno partecipato al vertice tutti i paesi del G7 insieme a delegazioni provenienti da Messico, Cile, Niger, Gabon, Egitto, India, Indonesia, Fiji, Norvegia e dall’Unione Europea.

Concorderemo i modi migliori per aumentare l’importanza della biodiversità sulla scena internazionale e per raggiungere un risultato ambizioso alla riunione della COP15 in Cina in programma per la fine del 2020”, ha promesso Francois de Rugy, ministro francese per la transizione ecologica all’apertura del vertice.

Durante l’incontro di due giorni, i partecipanti esamineranno iniziative concrete che mirano a combattere tematiche riguardanti le ingiustizie, la deforestazione, la siccità, il problema della plastica, la protezione della barriera corallina e ad adottare una carta sulla biodiversità.

Spero vivamente che assisteremo a un impegno collettivo su azioni concrete e risolutive”, ha aggiunto de Rugy.

Il vertice si concluderà lunedì pomeriggio, a cui succederà la pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite sull’attuale situazione degli ecosistemi del mondo.

Dopo sei giorni di negoziazioni a Parigi, sabato, diplomatici e scienziati hanno finalizzato la formulazione di quello che dicono sarà un report significativo di notevole importanza.

Il report, che verrà pubblicato lunedì, è stato scritto da oltre 400 esperti e sarà la prima valutazione globale delle Nazioni Unite sulla natura mondiale in 15 anni.

Secondo le bozze viste dall’AFP (Agence France-Presse), il rapporto probabilmente rivelerà che quasi un milione degli otto milioni di specie viventi della Terra sono in via di estinzione, molte delle quali si sono estinte solo alcuni decenni fa.

Le prove sono incontestabili”, afferma Robert Watson, presidente della Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES)

Poco prima dell’inizio dei negoziati, Watson ha dichiarato ai delegati che l’attuale distruzione di biodiversità e servizi ecosistemici “ha raggiunto livelli che minacciano il nostro benessere almeno tanto quanto i cambiamenti climatici indotti dall’uomo”.

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